Lezione 8: Come guadagna l’opensource??

Immagino che alcuni si saranno chiesti:
Ma quale azienda investe nell’opensource, visto che è tutto gratuito? Come fa un’azienda a guadagnare?

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Cercheremo di capirlo analizzando la situazione attuale.

Oggi in teoria:
closedsource.png Le aziende pagano programmatori per scrivere il codice sorgente di un programma (a cui possono accedere solo loro) e vendono il programma a delle cifre molto alte. Un esempio: oggi un Pc di una fascia medio-alta costa sui 700€. Alcuni programmi essenziali da installarci sono:
Sistema Operativo Windows Vista 99-599€, MS Office 169-934€, Norton Antivirus 72€/anno, Nero ahead 70€ andiamo a finire fra i 410-1675€ (i prezzi sono reali, non inventati. Variano a seconda della versione che scegliete), insomma…potremmo comprarci 1 (o più) altro PC. E stiamo parlando solo dei programmi base…immaginate di dover acquistare tutti gli altri programmi che si usano normalmente (compresi i giochi). Ma non finisce qui! Se volete assistenza, ad es. vi esce un errore strano:

1. o chiamate un tecnico, che NON conosce il codice sorgente, per cui non sa esattamente come funziona il sistema, e alla fine vi dirà:”formattiamo!” (vi è successo, vero 😉 ). Non è colpa sua, non è un incompetente! È che non può sapere come funziona quel programma, perché è segreto.

2. o chiedete assistenza direttamente alla Microsoft o ad una sua filiali, e non è certamente una spesa sostenibile.

Inoltre, il software è quello, e quello rimane…se avete esigenze diverse VOI vi dovete adattare al software. Riassumendo: alti costi software, alte spese di assistenza, pessima assistenza, e niente personalizzazione.

Oggi in pratica:
Questa sproporzionata spesa del parco software ha portato molti utenti a copiare i software illegalmente. Ovviamente l’assistenza è sempre la pessima e costosa di su e niente personalizzazioni, ma i costi sono ridotti…anche se si fa una cosa illegale.

Cosa vuole fare l’opensource:
opensource_logo.gif L’opensource vuole spostare il fulcro economico dalla vendita software all’assistenza del software. I programmi sono creati sempre dai programmatori delle aziende, ma si fanno aiutare dalla comunità di appassionati che c’è dietro l’opensource, in modo da diminuire i costi per le aziende. Il software (e il codice sorgente) viene distribuito gratis a tutti. Tutti possono usarlo come gli pare e modificarlo come gli pare, anche per creare nuovi programmi. Inoltre tutti possono studiare come funziona il software è aprire una propria azienda di assistenza, che non è peggiore o sottomessa alle aziende creatrici del software. Avere un codice sorgente pubblico permette anche agli utenti di farsi modificare il software per permettere che esso si adatti alle proprie esigenze. Questo moltiplicarsi di aziende di assistenza dovrebbe abbassare i costi dell’assistenza stessa che dovrebbe diventare alla portata di tutti. Riassumendo: software e codice sorgente gratis a tutti, ottima assistenza (niente più:”formattiamo?”), bassi costi dell’assistenza, possibilità di creare nuovi programmi basati su quelli esistenti.

Ok, ora facciamo un confronto fra 2 aziende leader nel proprio settore:

Microsoft: è stata una delle prime aziende a vendere programmi closedsource. I programmi della Microsoft (Windows e Office, per citare i più famosi) sono molto cari, questo porta ad un aumento del fenomeno della pirateria. L’assistenza è praticamente inesistente (nonostante pagate un sacco di soldi il programma, avete mai avuto assistenza on-line, telefonica o a domicilio direttamente dalla Microsoft?!…e anche se ci fosse, quanto la dovreste pagare???). Il tecnico che chiamate a casa vostra NON può modificare il programma per adattarlo alle vostre esigenze, e NON può studiare il codice sorgente per cui arrivati ad un certo punto sarà costretto a formattare il vostro Pc.

globe.png

Canonical: è l’azienda che ha creato Ubuntu, che lo distribuisce gratuitamente, e che paga alcuni degli sviluppatori di Ubuntu. Il programma è gratuito. Canonical vi offre assistenza diretta (nel caso la vogliate) sia on-line, sia telefonicamente, sia a domicilio. Inoltre potete chiedere di far modificare il software per renderlo adatto alle vostre esigenze. Se invece pensate che abbia dei prezzi poco convenienti, potete rivolgervi ad un’altra azienda che ha studiato il software e può offrirvi gli stessi servizi, allo stesso livello della Canonical. Questo permette anche di avere un mercato libero da monopoli, e quindi una ridistribuzione dei guadagni.

globe2.png

Voi, quale dei 2 sistemi trovate migliore?? 😉

Scusate il post lungo!

Alla prossima…

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15 Responses to Lezione 8: Come guadagna l’opensource??

  1. ioubuntu ha detto:

    Grazie Daniele!!!

  2. Rod ha detto:

    molto esaustiva la tua lezione,onestamente non sapevo la differenza e molte volte mi sono chiesto appunto cosa ci guadagna l’azienda che produce soft opensoure
    e poi non era lungo il post ,me lo sono divoraro in un attimo ^^
    grazie

  3. deviantdark ha detto:

    Bastava scrivere: l’opensource guadagna con l’assistenza

    😀

    Scherzi a parte, davvero un ottimo intervento. Chiaro, semplice, puntuale e fruibile dai più.
    Complimenti.

  4. Stefano K ha detto:

    Lezione perfetta!!!

  5. ioubuntu ha detto:

    @Rod: In verità cerco di evitare i post lunghi…se non lo era, meglio così!!! 😀

    @deviantart: ahahah…forse hai ragione…mi sono dilungato troppo… 😛 ! Scherzo ovviamente!!!

    @stefano K: Grazie!!!

  6. gino ha detto:

    bell articolo, la lunghezza vale se c’è il contenuto.:D

  7. ioubuntu ha detto:

    Grazie Gino!! 😀

  8. Edoardo ha detto:

    grazie…era una domanda che mi facevo da tempo!!!

  9. Danelius ha detto:

    Bella lezione, complimenti! Quello che però non ho capito è: un’azienda che sviluppa giochi open-source, come dovrebbe guadagnarci su, non essendoci bisogno di assistenza?Il gioco è così come lo trovi, mica lo devi adattare a qualche tua esigenza, o mi sbaglio?

  10. ioubuntu ha detto:

    Bella Domanda!!! In realtà il commercio dell’opensource è in piena evoluzione, e non ti so dire come andrà a finire. Tant’è vero che alcune aziende vendono i programmi opensource, andando contro tutto quello che ho detto su…
    Bisogna aspettare per vedere come andrà a finire!

  11. […] fa avevo spiegato come guadagna l’opensource, che non vuole obbligare gli utenti a comprare un programma, ma vuole vendere, a chi lo vuole […]

  12. stizzo ha detto:

    bella lezione se non fosse che è tutta teoria e niente pratica.
    Nessun folle si metterebbe a studiare il codice sorgente di alcunchè.
    Il tecnico si limita solo a sistemarti qualcosa che non va, ed il programma te lo usi così com’è.
    Se io scrivo un software e ci perdo un anno, perchè cazzo te lo devo regalare.
    Allora te lo vendo, se tu vuoi lo paghi, se poi vuoi l’assistenza te la faccio, e se non ti piace la mia la compri da un altro mio concorrente, che, certo non avrà accesso al codice sorgente perchè è di mia proprietà intellettuale, ma può comunque aiutarti ad usare il programma.
    Linux è bello,stabile e .. fashion. Io lo uso, mi piace perchè me lo configuro come voglio e bla bla bla.
    Ma il mondo reale, dove girano i soldi non si basa sulla gratuità, dove poi 100mln di persone usano gratis il tuo lavoro. Chi rilascia qualcosa gratis lo fa perchè tanto sa che non ci guadagnerebbe o ci ha già guadagnato abbastanza.

  13. io&ubuntu ha detto:

    Scusami, ma non sono d’accordo. Se tu produci photoshop e lo vendi a 500€ la copia, dove 1 lo compra e 99 lo crackkano, potresti trovare altre soluzioni (non sto dicendo che devi per forza regalarlo):
    – Mettere un prezzo a scelta dell’acquirente, e la cosa funziona:
    http://www.curiosito.eu/wordpress/una-nuova-economia.html
    – Se è un software molto personalizzabile, che deve fare cose leggermente diverse per utenti diversi, allora potresti scegliere la strada descritta in questo articolo.

    Scusa se rispondo dopo mesi, ma ho cambiato blog:
    http://www.curiosito.eu

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